SERVIZIO INFORMATICO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

On line il nuovo sito www.chiesadilaquila.it

Ad otto anni dalla pubblicazione del sito dell’Arcidiocesi dell’Aquila, è on line oggi il nuovo sito www.chiesadilaquila.it. La precedente edizione (da quando la diocesi è sbarcata sul web), on line fino a ieri, era stata donata, all’indomani del sisma del 6 aprile del 2009, dalla CEI come contributo della Chiesa italiana alla diocesi del capoluogo abruzzese dilaniata […]
19 marzo 2018

Ad otto anni dalla pubblicazione del sito dell’Arcidiocesi dell’Aquila, è on line oggi il nuovo sito www.chiesadilaquila.it.

La precedente edizione (da quando la diocesi è sbarcata sul web), on line fino a ieri, era stata donata, all’indomani del sisma del 6 aprile del 2009, dalla CEI come contributo della Chiesa italiana alla diocesi del capoluogo abruzzese dilaniata dal sisma.

In occasione della nomina dell’attuale Arcivescovo, l’8 giugno 2013, era stato realizzato anche un restyling ed oggi viene pubblicato il nuovo portale completamente rinnovato.

Il nuovo sito, realizzato dal Servizio Informatico della Conferenza Episcopale Italiana con l’ausilio del Servizio di Assistenza e dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, vuole essere, nella parte grafica, anche un omaggio alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, uno dei monumenti più importanti della città, rinato dalle macerie del sisma di nove anni fa.

“La scelta grafica – ha dichiarato il direttore dell’Ufficio per le Comunicazioni Sociali don Claudio Tracanna – è caduta sulla Basilica di Collemaggio riaperta lo scorso 20 dicembre dopo i lavori di restauro, perché, come ha ricordato l’Arcivescovo Petrocchi in quella occasione, si tratta di una chiesa che «è un segno distintivo della “Aquilanità”… che compare tra i “cromosomi” culturali e religiosi che costituiscono il “patrimonio genetico” della nostra Città»”.

Infine –  ha detto ancora don Tracanna – “l’auspicio è che il nuovo sito web possa aiutare non solo a dire bene, il bene della Chiesa Aquilana ma anche essere un contributo alla causa della comunione che presuppone appunto una buona e sana comunicazione”.