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Bollettini parrocchiali: consigli per l’uso

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13 Novembre 2019
Bollettini parrocchiali: consigli per l’uso

Da mezzo secolo, grazie a fotocopiatrici e ciclostili a buon mercato, hanno invaso le nostre parrocchie, diventando il primo mezzo di comunicazione cattolico con cui facciamo conoscenza. Sono i bollettini parrocchiali, noti anche come foglietti, notiziari e chi ne ha più ne metta.

Sono per l’appunto dei foglietti, quasi sempre un singolo foglio A4, che riporta, settimana per settimana, gli avvisi parrocchiali, gli orari delle celebrazioni e delle Sante Messe, i commenti al Vangelo. Lo stile non cambia di diocesi in diocesi, ma di parrocchia in parrocchia, lasciato alla volontà e all’impegno dei singoli parroci e ai loro collaboratori.

Il bollettino parrocchiale è un promemoria di servizio, a volte scarno e veloce, a volte una vera e propria testata giornalistica artigianale, con spunti utili per comprendere al meglio il Vangelo della settimana, la vita della comunità, anche con alcuni elementi di utilità pubblica per il territorio.

Ci sono parrocchie che pubblicano un bollettino ogni settimana, altre che invece hanno scelto di farlo due volte al mese. Alcuni arrivano a colori, pieni di foto e immagini. Altri sono in bianco e nero, solo testo. Da qualche parte – lo sappiamo per esperienza diretta – c’è qualche anziano parroco che usa ancora la sua macchina da scrivere, ma il bollettino non perde comunque la sua grinta. Il bollettino è un oggetto che i fedeli portano a casa, appendono sul frigorifero o conservano spesso in un posto ben visibile dalla casa.

Al di là di tutto questo… Oggi, nel 2019, con i siti, con gli smartphone e con i social network ancora senso i bollettini parrocchiali?

La risposta, ve lo dico subito, è sì. Certamente. I parroci si lamentano perché si dice che non vengono letti, in realtà sono letti tantissimo. E la presenza dei media digitali può aiutare a moltiplicarla ulteriormente. Sottovalutiamo spesso il potere comunicativo dei bollettini parrocchiali. “Armi” preziose sia per i frequentanti, sia per i distanti.

In questo tutorial qualche breve consiglio, che non vuole assolutamente mettere in discussione il prezioso lavoro che già viene fatto, ma offrire qualche spunto per aiutare a fare ancora meglio, sia sui bollettini in sé, sia per la loro vita nella sfera digitale.

1 – No ai “bollettini freddi”. Aprite sempre con un pensiero

Tante attività, tanti orari di celebrazioni, tante informazioni utili da inserire in un piccolo foglio… E allora può capitare che non vi sia spazio a sufficienza per altro.

Il bollettino parrocchiale però è uno strumento prezioso che entra nelle case, che raggiunge le persone. Curiamo allora questa relazione. Apriamo ogni numero con un breve pensiero “caldo”, firmato dal parroco o da qualche operatore parrocchiale. Ricolleghiamoci alla vita della comunità, al Vangelo, a ciò che pastoralmente sarà più rilevante, ma offriamo qualcosa. Le cose fredde non restano.

2 – Non scriviamo troppo, puntiamo sui titoli

L’attenzione media delle persone è calata drasticamente con il nuovo millennio, è un fatto acclarato. L’interesse per le cose c’è, ma non dura tantissimo, soffocato da impegni e stimoli. Non scriviamo troppo, andiamo dritti al dunque senza troppi giri di parole. E usiamo bene i titoli: è la prima cosa che la gente legge. Giusto essere creativi e originali, ma senza spiazzare eccessivamente i lettori.

3 – Avvisi parrocchiali: scrivili in modo da coinvolgere tutti

Pensate al vostro rapporto con i bollettini parrocchiali. Può capitare di saltare a piè pari intere notizie o pagine intere perché non ci riguardano, come le attività della catechesi o del gruppo degli anziani.

Invece, anche gli avvisi parrocchiali scritti sul foglietto possono diventare un modo di raccontare la propria comunità. Evitiamo i linguaggi da iniziati, i sottointesi, ma pensiamo che stiamo scrivendo tutto per tutti, non solo per i partecipanti a determinate attività.

4 – Usa qualche immagine

Per aiutare l’occhio, oltre ai titoli, conviene ricorrere anche alle immagini per alleviare il peso delle pagine. Sul web esistono molti siti di materiale pastorale, come ad esempio Qumran, che permettono il download e l’utilizzo di immagini per parrocchie, istituti religiosi e attività di ispirazione cristiana.

Usale bene per enfatizzare le notizie più importanti

Alterna immagini più devozionali ad altre più generiche, per evitare di essere troppo monotematico.

Attenzione: se stampi in bianco e nero usa immagini chiare e clipart dalle linee leggere, altrimenti ti troverai una macchia informe di inchiostro sul bollettino.

5 – Sii, per quanto possibile, settimanale

I parroci e i loro collaboratori più stretti sono oberati da impegni, scadenze, attività, per cui può capitare che si scelga di ridurre la frequenza del bollettino da settimanale a bisettimanale.

Per quanto possibile – ripetiamo, per quanto possibile – sarebbe meglio riuscire a conservare una cadenza settimanale. I fedeli vengono a messa ogni domenica, ogni domenica ci sono letture diverse, sarebbe bello poter conservare questa frequenza non solo per rafforzare il ruolo stesso del bollettino, ma anche perché così potremmo dire, magari meno, più frequentemente, piuttosto che concentrare tutti i nostri contenuti in un’unica uscita.

È vero però che ciascuna parrocchia deve fare i conti con le sue forze. Ma nel caso fossero inferiori, siamo sicuri che non potremmo coinvolgere qualche volontario, responsabilizzandolo e delegando a lui alcune funzioni?

6 – Bollettino o almanacco? Aiuta la tua comunità a scandire i giorni

I Santi del giorno, le letture del giorno, i ricordi di qualche avvenimento importante… Perché il bollettino non può diventare anche una sorta di almanacco, aiutando la comunità a valorizzare il senso dei giorni?

La sezione dedicata alla celebrazioni può venire arricchita con ulteriori materiali.

È vero, molte di queste informazioni sono ormai visibili da tutti su Internet. Eppure, avranno un gusto diverso se confezionate e portate dalla comunità, per la comunità.

7 – Metti subito il bollettino sul sito Internet

E veniamo alla parte più tipicamente da “WeCa”. Come abbiamo visto, il sito internet è fondamentale. Siti internet e bollettini parrocchiali sembrano degli opposti, ma in realtà si possono integrare benissimo.

Se abbiamo un sito parrocchiale e una pagina Facebook, una delle nostre prime attività dovrebbe essere quella di pubblicare il bollettino di settimana in settimana.

Usa il formato PDF per il download, ma in caso inserisci i materiali più importanti come singoli articoli.

8 – Diffondi il bollettino in digitale a chi lo chiede

È venerdì, sei in canonica, hai appena premuto il tasto stampa del nuovo bollettino che i fedeli porteranno a casa dopo la messa di domenica. Non aspettare! Dopo aver informato di questa possibilità, spediscilo via mail, Whatsapp o Telegram ai fedeli che te ne abbiano fatto richiesta. Esortali a loro volta, in caso di eventi importanti, ad inoltrarlo ad amici, familiari, persone vicine o lontane. È un piccolo gesto, ma un gesto che sa di comunità.

9 – Rimanda al tuo sito parrocchiale

Dedica un piccolo spazio del tuo bollettino di carta al tuo sito internet digitale. Come? Segnala qualche articolo, qualche raccolta di foto, qualche importante aggiornamento man mano che vi saranno.

In caso, anticipa qualche notizia sul bollettino e completala poi sul web, in modo da spingere le persone a conoscerlo e a visitarlo.

10 – Condividi uno spazio con altre parrocchie

Questo avviene già spesso, ma è un’idea che può essere replicata dappertutto. Perché non dedicare una sezione del bollettino al vicariato, al decanato, all’unione delle parrocchie o persino alla stessa diocesi? Un breve spazio, uguale per tutti, da inserire al momento della stampa.

Questo spazio, oltre a rilanciare qualche notizia vicariale o diocesana raggiungendo i parrocchiani, può aiutare a ricordaci che, pur all’interno della nostra comunità, siamo sempre parte di una comunità più grande che supera i singoli campanili.

Testi: Andrea Canton

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