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Tutorial Stagione 5

Dignità umana, migrazione e tratta

Tutorial Stagione 5

1 Marzo 2023
Dignità umana, migrazione e tratta

Tutorial in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

di Pascale Debbané, Coordinatrice regionale Medio Oriente, Sezione Ascolto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

L’8 febbraio 2023, durante la Giornata mondiale di preghiera e sensibilizzazione contro la tratta di persone, Papa Francesco ha incoraggiato i giovani presenti a “Camminare per la dignità”, dicendo: “Vi incoraggio a prendervi cura della dignità, vostra e di ogni persona che incontrate. In questo modo potete contribuire a tenere viva la speranza!”

Il Santo Padre ha proseguito ricordando loro che la tratta di esseri umani sfigura la dignità. Limita la libertà e trasforma le persone in oggetti da usare e scartare. Il sistema della tratta sfrutta l’ingiustizia e la disuguaglianza che costringono milioni di persone a vivere in condizioni di vulnerabilità. Infatti, le persone impoverite dalla crisi economica, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e da molte forme di instabilità sono facilmente sfruttate. Purtroppo, la tratta sta crescendo a un ritmo allarmante, colpendo soprattutto migranti, donne, bambini e giovani, tutti desiderosi di vivere dignitosamente.

Come comprendere la dignità umana? Nel libro della Genesi è scritto: “Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine, a immagine di Dio li creò”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica aggiunge: «Essendo a immagine di Dio, l’individuo umano possiede la dignità di una persona, che non è solo qualcosa, ma qualcuno. È capace di conoscersi, di possedersi e di donarsi liberamente ed entrare in comunione con altre persone”.

A causa della sua comune origine il genere umano forma un’unità, poiché “da un solo antenato Dio fece abitare tutte le nazioni su tutta la terra”. Questa legge della solidarietà umana ci assicura che tutti gli uomini sono veramente fratelli.

Pertanto, è vitale salvaguardare la dignità della persona umana, offrendo a tutti reali opportunità di sviluppo umano integrale e attuando politiche economiche favorevoli a tutte le comunità.

Ogni atto di crudeltà verso qualsiasi creatura è “contrario alla dignità umana”! Le persone trafficate di solito rimangono invisibili e la tratta di esseri umani in sé non è facilmente percepita o rilevata nella società circostante. Il Papa ci chiede di prestare particolare attenzione ai migranti, alle persone sfollate a causa di conflitti, calamità naturali e persecuzioni, nonché a coloro che sono vittime della tratta di esseri umani.

Reintegrare i sopravvissuti nella società, soprattutto quando sono lontani da casa, non è semplice, visti i traumi che hanno subito. Testimoniando l’amore misericordioso di Dio, i fedeli possono contribuire anche alla conversione e alla riabilitazione degli autori della tratta di esseri umani, restituendo loro la dignità umana!   I migranti sopravvissuti, in virtù della loro stessa umanità, ampliano il senso della fraternità umana. Allo stesso tempo, la loro presenza richiama la necessità di sradicare le disuguaglianze, le ingiustizie e gli abusi. Così, una volta integrati, potranno diventare partner nella costruzione di un’identità più ricca per le comunità che li accolgono, promuovendo lo sviluppo di una società inclusiva e creativa, rispettosa della dignità di tutti.

È chiaramente necessaria una cooperazione a più livelli, che coinvolga le istituzioni nazionali e internazionali, le agenzie della società civile e persino il mondo della finanza. Tutto è connesso e noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio, intrecciati dall’amore che Dio ha per ognuno di noi.

Le organizzazioni cattoliche rendono più efficaci i programmi esistenti contro il traffico di esseri umani e ne creano di nuovi. Inoltre, sarebbe utile lavorare con altre chiese cristiane e collaborare con seguaci di altre religioni.

Si potrebbe considerare, tra le tante, le missioni della Caritas, del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati JRS, di San Vincenzo de’ Paoli e persino della rete di suore attraverso Talitha Kum, ad esempio, che aiutano le vittime della tratta di esseri umani in tutto il mondo e le sostengono attraverso una collaborazione interreligiosa.

Uno dei tanti esempi che vorrei citare di un’organizzazione cattolica che aiuta i migranti e le vittime della tratta di esseri umani sarebbe il JRS. Attraverso i centri comunitari nei governatorati di Ninewa, Erbil e Duhok, il JRS Iraq fornisce assistenza psicosociale a rimpatriati, sfollati interni e rifugiati che soffrono di problemi di salute mentale acuti, indipendentemente dal loro background, con particolare attenzione ai sopravvissuti al genocidio e al traffico, per lo più provenienti dalla comunità yazida.

I programmi aiutano anche il personale del JRS che deve affrontare problemi di salute mentale e benessere derivanti dal lavoro con gli sfollati o dalla propria condizione di sfollato, dal momento che il personale è membro della stessa comunità. Inoltre, i centri forniscono istruzione, formazione professionale e servizi di sostegno al sostentamento. Il JRS effettua anche visite alle famiglie per sostenere la comunità e facilita le consultazioni legali per gli sfollati.

Concludiamo con l’ultima parola del messaggio del papa: “Non stancatevi mai di cercare percorsi per trasformare le nostre società e prevenire la vergognosa piaga della tratta di esseri umani. In cammino con dignità, contro la tratta di esseri umani, senza lasciare indietro nessuno”. Il Santo Padre ci invita a: camminare insieme a quanti sono distrutti dalla violenza dello sfruttamento sessuale e lavorativo; camminare insieme ai migranti, agli sfollati, a quanti sono alla ricerca di un luogo dove vivere in pace con i propri cari. Perché insieme possiamo riaffermare con coraggio il valore della dignità umana.

 

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On February 8, 2023, during the International Day of Prayer and Awareness Against Human Trafficking, Pope Francis encouraged the young people present to “Journey in Dignity”, saying: “I encourage you to care for dignity, yours and that of every person you meet. In this way you can contribute to keeping hope alive!”

The Holy Father went on to remind them that: Human trafficking disfigures dignity. It limits freedom and turns people into objects to be used and discarded. The system of trafficking exploits the injustice and inequality that force millions of people to live in conditions of vulnerability. Indeed, people impoverished by the economic crisis, by wars, by climate change and many forms of instability are easily exploited. Unfortunately, trafficking is growing at an alarming rate, affecting, above all migrants, women, children, and young people, all with the desire to live in dignity.

How to understand human dignity? In the book of Genesis, it is written:  “God created man and woman in His own image, in the image of God he created them.” The Catechism of the Catholic Church adds that, “Being in the image of God the human individual possesses the dignity of a person, who is not just something, but someone. He is capable of self-knowledge, of self-possession and of freely giving himself and entering into communion with other persons.”

Because of its common origin the human race forms a unity, for “from one ancestor God made all nations to inhabit the whole earth”. This law of human solidarity assures us that all men are truly brothers.

Therefore, it is vital to safeguard the dignity of the human person, by offering everyone real opportunities for integral human development and by implementing economic policies favourable to all communities.

Every act of cruelty towards any creature is “contrary to human dignity”! Trafficked persons usually remain invisible, and human trafficking itself is not easily perceived or detected in one’s surrounding society. The Pope asks us to pay special attention to migrants, to people displaced due to conflicts, natural disasters and persecution as well as to those who are victims of human trafficking.

Reintegrating survivors into society, especially when away from home, is not simple, given the trauma they have suffered. By witnessing to God’s merciful love, the faithful could also contribute to the conversion and rehabilitation of perpetrators of human trafficking, thus restoring their human dignity!

Migrant survivors, by virtue of their very humanity, widen the sense of human fraternity. At the same time, their presence recalls the need to eradicate inequalities, injustices and abuses. Therefore, once integrated, they will be able to become partners in the construction of a richer identity for the communities that welcome them, promoting the development of an inclusive and creative society, respectful of the dignity of all.

Cooperation is clearly needed at many levels, involving national and international institutions, civil society agencies and even the world of finance. Everything is connected and we human beings are united as brothers and sisters in a wonderful pilgrimage, woven together by the love God has for each of us.

Catholic organizations make existing programs targeting human trafficking more effective and create new ones. Also, it would be useful to work with other Christian churches and collaborate with followers of other religions.

One could consider, among many, the missions, Caritas, Jesuit Refugee Services, St Vincent de Paul or the network of sisters through Talitha Kum for example, helping victims of human trafficking around the world, and advocating through inter-religious collaboration.

One of the many examples, I would like to give, of a Catholic organization helping migrants and victims of human trafficking would be JRS. Through community centers in the governorates of Ninewa, Erbil and Duhok, JRS Iraq provides psychosocial care to returnees, internally displaced persons and refugees suffering from acute mental health problems, regardless of their background, with particular emphasis on genocide and traffic survivors, mostly from the Yazidi community.

The program also helps JRS staff who face mental health and well-being issues arising from their work with displaced people or from their own displacement condition, since their staff are often members of the same community. In addition, their centers provide education, vocational training and livelihood support services. JRS also undertakes family visits to support the community and facilitates legal consultations for displaced people.

Let us end with the final word from the Holy Father’s message: “Never tire of seeking pathways to transform our societies and prevent the shameful scourge of human trafficking. Journeying in dignity, against human trafficking, without leaving anyone behind”. The Holy Father invites us to: walk together with those who are destroyed by the violence of sexual and labour exploitation; to walk together with migrants, displaced persons, those who are searching for a place to live in peace with their loved ones. Because together we can reaffirm courageously the value of human dignity.

 

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